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Vino

Scritto da Super User. Postato in Alimentazione

Il ruolo del vino nella nostra alimentazione

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Nessun alimento è indispensabile ma nessuno va escluso a priori , in quanto esistono concrete possibilità per un uso sapiente e ragionato di tutti i cibi di cui disponiamo. La chiave consiste in un equilibrato e moderato impiego delle varie categorie di alimenti a nostra disposizione.

E’ in quest’ottica che va presa in esame la posizione del vino nell’alimentazione umana. Sappiamo da tempo che l’abuso di alcool può causare malattie quali cirrosi epatica, pancreatici, gastriti, ipertensione, cardiomiopatia, aritmia, ictus emorragico, alterazioni degenerative del sistema nervoso, tumori del cavo orale, della faringe, della laringe, dell’esofago e del fegato, danni al feto, senza dimenticare i rischi per chi vive accanto ad un alcolista: pensiamo solo alla guida di autoveicoli.

La consapevolezza dei rischi sopraelencati porta, però, spesso a negare, in modo emotivo, che l’alcool possa anche apportare alcuni benefici. Questo è certamente un errore. Ricordiamo innanzitutto i vantaggi legati al suo ruolo quale “lubrificante” sociale capace di prevenire o diminuire frizioni e difficoltà e di apportare rilassamento, miglioramento dell’umore e piacere sensoriale. Sotto questi aspetti il ruolo primario del vino è innegabile. Il vino provoca sensazioni gustative e generali e possiede toni emotivi (con effetti favorevoli sulla psiche) tali da far si che esso evochi in noi e nella società ben determinati valori sociali. Questi ultimi hanno fatto meritare al vino un autentico valore simbolico da tutti riconosciuto. Ma i possibili effetti benefici del consumo moderato di vino sono molti altri. Su di essi si è concentrata negli ultimi anni l’attenzione degli studiosi, anche perché si tratta di effetti benefici sulla salute in generale e, specificatamente, sulle malattie cardiocoronariche, prima causa di mortalità precoce nei Paesi industrializzati.

Come accennato, un moderato uso di vino ha effetti benefici sul corpo umano: organi e apparati. Vediamo in rapida sintesi i lineamenti principali di alcuni di tali rapporti.

Vino e apparato gastroenterico. Il vino se bevuto in dosi moderate e in maniera frazionata prima e durante i pasti svolgono azione favorevole sulle attività digestive, stimolando la secrezione salivare e la secrezione gastrica mediata dalla gastrina. I vini offrono anche una notevole azione protettiva nei confronti dell’ulcera gastroduodenale e dalla calcolosi biliare colosterinica.

Vino e apparato cardiovascolare. Il vino, sempre se bevuto in dosi moderate, può offrire protezione dei vasi, ed in particolare delle coronarie (ciò può tradursi in un’azione anti –ictus e antitrombotica) essendo caratterizzato da particolari composti fenolici. I composti fenolici ad azione antiossidante sono ben distribuiti negli alimenti: abbondano nei vegetali e nella frutta, oltre che nell’olio di oliva, nel vino rosso e nel thé, e svolgono un importante ruolo protettivo nei confronti di varie malattie cronico-degenerative (aterosclerosi e tumori) facilitate dai radicali liberi dell’ossigeno. Non va dimenticato che però la cottura e altre pratiche culinarie eliminano dagli alimenti parte di queste sostanze.

Nel corso della vinificazione, e con il favore di una lunga macerazione, i composti fenolici originariamente presenti si sciolgono in buona parte nel vino. Quanto detto fin ora deve evidenziare che un consumo moderato di alcool può essere benefico per i soggetti non a rischio, che il vino è un alimento che accompagna il pasto e che quindi non è giusto bandirlo dalle nostre tavole.

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